La Spagna sul tetto del mondo
La Spagna conquista il titolo mondiale, il primo della sua storia, superando l’Olanda, sconfitta per la terza volta in finale dopo le due precedenti sconfitte con Germania ed Argentina. Il polpo Paul, di cui si rivendicano le “origini” italiane, indovina ancora il risultato, confermandosi esperto in pronostici, manco fosse un mago di professione. Finale al di sotto delle aspettative, caratterizzata da un eccessivo nervosismo (soprattutto olandese) e da un tatticismo eccessivo, determinato dall’importanza della posta in palio, come spesso accade nelle finali.
Parte bene la Spagna, subito pericolosa al quinto minuto con un colpo di testa di Ramos che costringe il portiere olandese ad una non facile respinta in tuffo. All’11′ spagnoli ancora insidiosi con un tiro cross deviato da Heitinga in calcio d’angolo. La sfuriata degli uomini di Del Bosque dura solo un quarto d’ora, anche perchè gli olandesi oltre che a riorganizzarsi tatticamente cominciano a picchiare oltre il lecito consentito, imitati in alcune circostanze dai colleghi spagnoli, che non vanno certo per il sottile. La girandola delle ammonizioni ha inizio al 15′ con Van Persie e terminerà con un totale di 12 ammoniti ed un espulso (Heitinga). In tutto questo va sottolineata l’incapacità dell’arbitro Webb, che fa il duro estraendo cartellini in serie ma colpevole di non mandare anzitempo negli spogliatoi De Jong (29′) che interviene con una tacchettata assassina sul petto di Xabi Alonso. Il primo tempo scorre e al 45′ Robben calcia di sinistro da fuori costringendo Casillas a salvarsi in corner.
Nella ripresa il match si ravviva e al 62′ l’Olanda ha la grande occasione per passare in vantaggio: Sneijder verticalizza per Robben che solo davanti al portiere non calcia subito ma attende quell’attimo in più che permette a Casillas di salvare con una deviazione di piede in calcio d’angolo. Al 70′ Villa, favorito da un liscio clamoroso di Heitinga, calcia di sinistro a botta sicura, trovando però l’opposizione del difensore olandese, che riscatta il precedente errore. Al 77′ Ramos spreca di testa mandando alto da posizione favorevole. All’83′ Robben supera in velocità Puyol che iniziamente lo sbilancia, entra in area e cerca di eludere l’uscita dell’estremo difensore spagnolo, bravo a non farsi superare e a bloccare il pallone togliendolo dai piedi dell’attaccante olandese. In casa olandese le due occasioni sprecate pesano sul morale e sulla tenuta fisica della squadra, incapace di chiudere quando ne aveva le possibilità. Cominciano i supplementari e Spagna vicinissima al goal al 5′ con Fabregas, che spreca la clamorosa occasione calciando di sinistro addosso a Stekelenburg, bravo comunque nel respingere di piede. Al 4′ del secondo tempo supplementare l’Olanda rimane in dieci uomini e a quel punto arretra ancora di più lasciando l’iniziativa agli spagnoli, che non si accontentano e cercano di chiudere prima dei calci di rigore. Al 117′ Iniesta regala ai suoi la vittoria che vale il titolo con una conclusione di destro che non lascia scampo al portiere olandese. Furenti le proteste olandesi per un presunto fuorigioco, ma non è la prima volta in questo mondiale, macchiato dalle troppe sviste dei direttori di gara. Dopo tre minuti di recupero l’arbitro fischia la fine e la Spagna può gioire insieme ai suoi tifosi, impazziti ed entrati nell’Olimpo del calcio, vincendo in due anni Europeo e Mondiali. Casillas in lacrime alza la coppa, consegnata da quel simpaticone di Blatter, ricordatosi questa volta di premiare i vincitori, a differenza di quattro anni fa.
Risultato finale Olanda-Spagna 0-1 (d.t.s.)
Finale 3° posto Uruguay-Germania 2-3
Classifica marcatori
5 reti: Sneijder (Ola), Villa (Spa), Muller (Ger), Forlan (Uru).
Paolo Francesco Ferminelli
Via col Vento
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