Germania e Argentina ai quarti tra le polemiche
Giugno 28, 2010
E’ stata la giornata degli errori, o se volete dei disastri arbitrali. Capello nel pomeriggio, seguito da Aguirre in serata, hanno provato entrambi cosa voglia dire subire un torto difficile da digerire. La Germania infligge un pesantissimo poker agli inglesi, subito sotto di due goal nella prima mezz’ora (Klose 20′, Podolski 32′) che sfruttano al meglio le amnesie della difesa inglese, lenta e sempre fuori posizione. Gli uomini di Capello trovano comunque la forza di reagire ed accorciano le distanze con un colpo di testa di Upson al 37′. Un minuto più tardi avviene il fattaccio: Lampard fa partire un bolide dalla distanza ed il pallone batte prima sulla traversa e poi ben oltre la linea di porta, come evidenziato chiaramente dai vari replay. L’arbitro fa incredibilmente proseguire e gli inglesi non riescono a capacitarsi di una simile svista. Nella ripresa i tedeschi allungano il passo dilagando altre due volte con Muller (67′, 70′) che sancisce la vittoria tedesca, confermando una superiorità comunque evidente.
Anche il Messico può recriminare e ne ha tutte le ragioni, visto e considerato che il match viene sbloccato da un goal di Tevez (26′) in evidente fuorigioco. Rimane inspiegabile l’atteggiamento di Ayroldi e Rosetti, imbarazzati di fronte le decise proteste dei messicani, che vedono il replay dell’azione incriminata sul display dello stadio. Dopo un lungo conciliabolo con il guardalinee, l’arbitro decide di confermare la propria decisione, convalidando così il vantaggio argentino. Sentitosi defraudato ed anche in debito con la sorte (traversa di Salcido nei minuti iniziali), il Messico prova a reagire ma un’ncredibile disattenzione difensiva di Osorio permette ad Higuain di raddoppiare e mettere al sicuro il risultato (33′). Nella ripresa la squadra di Aguirre continua a creare gioco, ma ancora una volta l’Argentina si conferma micidiale nello sfruttare le opportunità a disposizione, trovando la terza rete con una fantastica conclusione da fuori area di Tevez (52′) con palla nell’angolo alla sinistra di Perez. I messicani non demordono e trovano finalmente il goal con una gran botta di sinistro di Hernandez (71′) che non lascia scampo all’immobile estremo difensore argentino.
Risultati Ottavi di finale Germania-Inghilterra 4-1
Argentina-Messico 3-1
Paolo Francesco Ferminelli
Slovacchia in, Italia out
Giugno 25, 2010
Siamo fuori dal Mondiale, questo è il verdetto del campo e la dura realtà di cui ‘Italia calcistica deve tenere conto. Le avvisaglie del resto non lasciavamo spazio a troppe speranze e progetti a lungo termine. La Nazionale italiana saluta nel modo peggiore, da Campione del Mondo uscente, sbattuta fuori da un avversario nettamente alla sua portata, nel girone meno complicato, almeno sulla carta. L’arroganza di Lippi nel voler contare sempre e solo sui suoi giocatori fidati, peraltro improponibili a questi livelli, ha giocato un ruolo fondamentale in questo fallimento, nonostante le avvisaglie fossero ben evidenti sin dallo scorso anno, dopo la figuraccia nella Confederation Cup. Il CT ha voluto andare oltre i propri limiti, pensando che la vittoria del 2006 gli avesse dato la patente d’immunità da qualsiasi critica e scelta tecnica. Così il mister ha ritenuto di lasciare a casa Cassano per problemi di antipatia dovuti a presunti e mai chiariti problemi personali, Balotelli, ritenuto probabilmente poco utile alla causa e se vogliamo anche Totti, che anche a mezzo servizio avrebbe dato certamente qualità ad una squadra che ne ha ben poca.
Il Mondiale è stato spietato, mettendo a nudo tutti i difetti di un undici privo d’inventiva a metà campo ed assai fragile nel reparto difensivo. Si è lasciato Cannavaro al centro della difesa insieme a Chiellini, incerti e troppo lenti per poter dare una copertura difensiva all’altezza della situazione. L’attacco ha deluso su tutta la linea, ad eccezione di Quagliarella, forse il più vivace e giustamente lasciato seduto in panchina, ad eccezione dell’ultima partita, quando i giochi erano quasi fatti. Ora non rimane che la tristezza e la rabbia per non aver portato una squadra in grado di farci sperare in qualcosa di più di un ottavo di finale, perchè queste erano le aspettative, nessuna speranza di andare oltre, quasi si avesse la convinzione dell’impotenza.
La partita con la Slovacchia è stata tra le più deludenti in assoluto, una sorta di Corea, tanto per far capire come si sia toccato il fondo. Primo tempo a dir poco imbarazzante, dove la squadra azzurra non riesce a creare lo straccio di un’azione degna di nota. Dall’altra parte invece una squadra con le idee ben chiare, dedita al pressing e al gioco in velocita’, che mette a nudo i nostri cronici difetti d’impostazione ed organizzazione. Al 25′ De Rossi sbaglia un comodo appoggio favorendo l’inserimento di Vittek che con un destro da fuori area rende vano il tentativo di deviazione di Marchetti. Ancora una volta la strada è in salita e la prima frazione di gioco termina con un risultato che nessuno poteva prevedere. Nel secondo tempo Lippi manda in campo Quagliarella, Maggio e Pirlo ed i nostri si fanno finalmente più intraprendenti rendendosi pericolosi con Di Natale (56′) che spreca da buona posizione calciando malamente a lato. Al 67′ la grande chance per il pareggio è proprio sui piedi dell’attaccante napoletano, ma la sua conclusione di destro viene respinta sulla linea di porta da un difensore avversario. Passano quattro minuti e Vittek raddoppia di piatto destro da distanza ravvicinata, sfruttando al meglio l’assist di Hamsik. I giocatori italiani sembrano ormai al tappeto ed invece Di Natale riapre i giochi all’81′, realizzando di piatto sinistra a porta vuota. Poco più tardi Quagliarella realizza il pari ma il guardalinee annulla per fuorigioco. All’89′ ancora una beffa per la difesa italiana, presa d’infilata da Kopunek, bravo nell’anticipare l’uscita di Marchetti con un preciso pallonetto che termina nell’angolo alla destra del portiere italiano. Nei minuti di recupero(92′) Quagliarella inventa una rete da ricordare con un pallonetto da fuori area che beffa il portiere Mucha, anche se ormai è troppo tardi per sperare nel pareggio qualificazione.
E’ la fine dei sogni, l’uscita anzitempo dal palcoscenico mondiale. Gli sguardi persi nel vuoto dei tanti giocatori con la maglia azzurra sono il simbolo di una resa incondizionata. Dalle notte magiche di Berlino alle notti tragiche targate 2010. E per concludere l’addio senza ritorno del commissario tecnico Lippi, questa volta meno spocchioso ed arrogante del solito, conscio di averla fatta davvero grossa. Il Ct, come sottolineato in conferenza stampa, si è assunto tutte le responsabilità per la clamorosa eliminazione, mostrandosi sorpreso per tutto quello che è accaduto. Di certo ricorderemo la sua tuta rossa, simbolo della vergogna per una Nazionale che esce tra i fischi e l’indignazione dei suoi 56 milioni di commissari tecnici.
Risultati Girone F Slovacchia-Italia 3-2 Paraguay-Nuova Zelanda 0-0
Risultati Girone E Danimarca-Giappone 1-3 Camerun-Olanda 1-2
Paolo Francesco Ferminelli
L’Italia delude ancora
Giugno 21, 2010
Le promesse della vigilia non hanno trovato conferme sul terreno di gioco e cosi’ la Nazionale, sempre più allo sbaraglio, finisce col pareggiare con la Nuova Zelanda, conquistando il secondo pareggio dopo quello iniziale con il Paraguay. I problemi sono gli stessi: la difesa si fa bucare anche quando gli avversari non sono irresistibili, il centrocampo costruisce poco e le punte finiscono col trovarsi a mal partito, specie contro avversari alti e forti fisicamente. Come nella prima partita, gli azzurri sono costretti a rimontare lo svantaggio, anche in questo caso scaturito da un calcio piazzato che trova i difensori impreparati (vedi Cannavaro), anche se la rete neozelandese di Smeltz al 7′ doveva essere annullata per posizione di fuorigioco. L’Italia cerca di reagire e al 21′ Zambrotta si rende pericoloso con una conclusione da fuori area con palla di poco alta sopra la traversa. Al 26′ Montolivo, sempre dalla lunga distanza, colpisce in pieno il palo, confermandosi uno tra i migliori. Gli azzurri premono e al 30′ Chiellini crossa al centro per De Rossi che viene strattonato in area da Smith.
L’arbitro concede il rigore che Iaquinta trasforma con un preciso piatto destro che spiazza Paston. Ottenuta la parità, la squadra italiana continua a premere, anche se la manovra risulta sempre priva di quegli spunti che potrebbero dare un’altra piega al match. Al termine della prima frazione di gioco De Rossi ci prova ancora dalla lunga distanza, costringendo l’estremo difensore avversario ad un’affannosa respinta. Nel secondo tempo Lippi prova a mescolare le carte, sostituendo Pepe e Gilardino con Camoranesi e Pazzini, ma la musica non cambia, semmai risulta ancora più stonata. Contro un avversario votato alla difesa ad oltranza, l’Italia non riesce mai a smarcare le punte, vista l’assoluta mancanza di giocatori in grado di verticalizzare o di ali che sappiano crossare dalle fasce laterali. Sta di fatto che le occasioni create nascono sempre co conclusioni dalla distanza, vedi Montolivo e Camoranesi, peraltro respinte in maniera provvidenziale da Paston. La Nuova Zelanda potrebbe addirittura portare a casa l’intera posta con un sinistro di Wood (84′), terminato di poco a lato alla sinistra di Marchetti. Al termine dell’incontro il signor Lippi, sempre arrogante e poco incline alle critiche ha pensato bene di aggrapparsi alla sfortuna, sottolineando più volte di non aver lasciato fenomeni a casa. Povera Italia…
Risultati Girone F Slovaccchia-Paraguay 0-2
Italia-Nuova Zelanda 1-1
Risultati Girone G Brasile-Costa D’Avorio 3-1
Paolo Francesco Ferminelli
L’Italia pareggia senza brillare
Giugno 15, 2010
L’italia stenta, ottenendo un pareggio che alla fine può anche essere considerato accettabile, nonostante il Paraguay si sia dimostrato avversario tutt’altro che insuperabile. La squadra di Lippi mostra qualche progresso a livello fisico, con una condizione migliore rispetto alle precedenti uscite, specie quella con il Messico in cui si era vista una squadra davvero stanca e fuori fase in tutti i reparti. Tra le note positive vanno menzionati Montolivo e Pepe, vivaci e propositivi in un undici che stenta nel trovare trame di gioco accettabili, vista la mancanza di un fantasista in grado di darle quello spunto in più per decidere le sorti del match. Una menzione anche per De Rossi, che regala agli azzurri la rete del pareggio nella ripresa (63′)dopo la rete iniziale di Alcaraz (39′) allontanando lo spettro della sconfitta che avrebbe creato ancora più tensione e critiche verso una Nazionale che non riesce ad entusiasmare. Tra le note negative l’uscita di Buffon alla fine del primo tempo per un presunto problema alla schiena, anche se il problema fisico che ha colpito il portiere italiano sembra meno grave del previsto. Al termine della partita il Ct non ha perso occasione di dare lezione ai giornalisti, polemizzando come suo solito e trovando discutibili giustificazioni sul gioco espresso parlando di terreno troppo scivoloso per potersi esprimersi al meglio. Inoltre, intervistato da un giornalista paraguaiano ha espresso parole poco lusinghiere nei confronti degli avversari, definendoli rinunciatari e propensi al solo gioco di rimessa. Se questo è l’inizio, attendiamoci per le prossime partite ulteriori lezioni di stile e comportamento, in attesa di una squadra che sappia vincere ed offrire spettacoli degni di una squadra campione del mondo in carica.
Risultati di tutte le partite si qui giocate a Sudafrica 2010
Gruppo A Sudafrica-Messico 1-1 Uruguay-Francia 0-0
Gruppo B Corea del Sud-Grecia 2-0 Argentina-Nigeria 1-0
Gruppo C Inghilterra-Usa 1-1 Algeria-Slovenia 0-1
Gruppo D Serbia-Ghana 0-1 Germania-Australia 4-0
Gruppo E Olanda-Danimarca 2-0 Giappone-Camerun 1-0
Gruppo F Italia-Paraguay 1-1
Paolo Francesco Ferminelli





