La Spagna sul tetto del mondo
Luglio 12, 2010
La Spagna conquista il titolo mondiale, il primo della sua storia, superando l’Olanda, sconfitta per la terza volta in finale dopo le due precedenti sconfitte con Germania ed Argentina. Il polpo Paul, di cui si rivendicano le “origini” italiane, indovina ancora il risultato, confermandosi esperto in pronostici, manco fosse un mago di professione. Finale al di sotto delle aspettative, caratterizzata da un eccessivo nervosismo (soprattutto olandese) e da un tatticismo eccessivo, determinato dall’importanza della posta in palio, come spesso accade nelle finali.
Parte bene la Spagna, subito pericolosa al quinto minuto con un colpo di testa di Ramos che costringe il portiere olandese ad una non facile respinta in tuffo. All’11′ spagnoli ancora insidiosi con un tiro cross deviato da Heitinga in calcio d’angolo. La sfuriata degli uomini di Del Bosque dura solo un quarto d’ora, anche perchè gli olandesi oltre che a riorganizzarsi tatticamente cominciano a picchiare oltre il lecito consentito, imitati in alcune circostanze dai colleghi spagnoli, che non vanno certo per il sottile. La girandola delle ammonizioni ha inizio al 15′ con Van Persie e terminerà con un totale di 12 ammoniti ed un espulso (Heitinga). In tutto questo va sottolineata l’incapacità dell’arbitro Webb, che fa il duro estraendo cartellini in serie ma colpevole di non mandare anzitempo negli spogliatoi De Jong (29′) che interviene con una tacchettata assassina sul petto di Xabi Alonso. Il primo tempo scorre e al 45′ Robben calcia di sinistro da fuori costringendo Casillas a salvarsi in corner.
Nella ripresa il match si ravviva e al 62′ l’Olanda ha la grande occasione per passare in vantaggio: Sneijder verticalizza per Robben che solo davanti al portiere non calcia subito ma attende quell’attimo in più che permette a Casillas di salvare con una deviazione di piede in calcio d’angolo. Al 70′ Villa, favorito da un liscio clamoroso di Heitinga, calcia di sinistro a botta sicura, trovando però l’opposizione del difensore olandese, che riscatta il precedente errore. Al 77′ Ramos spreca di testa mandando alto da posizione favorevole. All’83′ Robben supera in velocità Puyol che iniziamente lo sbilancia, entra in area e cerca di eludere l’uscita dell’estremo difensore spagnolo, bravo a non farsi superare e a bloccare il pallone togliendolo dai piedi dell’attaccante olandese. In casa olandese le due occasioni sprecate pesano sul morale e sulla tenuta fisica della squadra, incapace di chiudere quando ne aveva le possibilità. Cominciano i supplementari e Spagna vicinissima al goal al 5′ con Fabregas, che spreca la clamorosa occasione calciando di sinistro addosso a Stekelenburg, bravo comunque nel respingere di piede. Al 4′ del secondo tempo supplementare l’Olanda rimane in dieci uomini e a quel punto arretra ancora di più lasciando l’iniziativa agli spagnoli, che non si accontentano e cercano di chiudere prima dei calci di rigore. Al 117′ Iniesta regala ai suoi la vittoria che vale il titolo con una conclusione di destro che non lascia scampo al portiere olandese. Furenti le proteste olandesi per un presunto fuorigioco, ma non è la prima volta in questo mondiale, macchiato dalle troppe sviste dei direttori di gara. Dopo tre minuti di recupero l’arbitro fischia la fine e la Spagna può gioire insieme ai suoi tifosi, impazziti ed entrati nell’Olimpo del calcio, vincendo in due anni Europeo e Mondiali. Casillas in lacrime alza la coppa, consegnata da quel simpaticone di Blatter, ricordatosi questa volta di premiare i vincitori, a differenza di quattro anni fa.
Risultato finale Olanda-Spagna 0-1 (d.t.s.)
Finale 3° posto Uruguay-Germania 2-3
Classifica marcatori
5 reti: Sneijder (Ola), Villa (Spa), Muller (Ger), Forlan (Uru).
Paolo Francesco Ferminelli
La Spagna è in finale
Luglio 8, 2010
Gli spagnoli esultano, i tedeschi si fermano di nuovo in semifinale. Per la squadra di Del Bosque è la prima finale della storia, un traguardo da sempre inseguito e finalmente raggiunto, a due anni dalla conquista del titolo europeo, guarda caso sempre contro la Germania. La Spagna vince con il solito goal di scarto, meritando comunque la vittoria, cercata da subito grazie ad una condotta di gara votata all’offensiva, con un possesso palla sempre accentuato, che costringe l’avversario di turno a snaturarsi e a correre spesso a vuoto. Nel primo tempo non ci sono grandi occasioni, ma la partita vede le furie rosse più intraprendenti e comunque pericolose con Villa (6′) che si vede respingere la sua conclusione di destro da Neuer in uscita e successivamente con un colpo di testa di Puyol (14′) terminato alto. Gli uomini di Low rispondono con una conclusione dalla distanza di Trochowski (31′) deviata in corner da Casillas.
Nella ripresa i rossi accentuano la loro pressione e vanno vicinissimi al goal (58′) con un’azione tutta di prima nata da un’incursione sulla sinistra di Iniesta che crossa al centro per Villa che arriva in ritardo per la deviazione vincente. Al 68′ Podolski crossa al centro per Kroos che calcia debolmente di piatto destro favorendo la respinta del portiere spagnolo, fallendo così la grande opportunità per il vantaggio. Come spesso accade nel calcio, se sbagli paghi ed al 73′ succede proprio questo: angolo dalla destra di Xavi e colpo di testa, questa volta vincente, del solito Puyol, con palla nell’angolo alla sinistra di Neuer. I tedeschi accusano il colpo e da quel momento non riusciranno a creare nemmeno un pericolo per Casillas, di sicuro uno tra i migliori nel suo ruolo in questo mondiale. All’82′ Pedro scatta in solitudine verso la porta avversaria ma spreca clamorosamente il raddoppio ignorando Torres, che non aspettava altro che il passaggio del compagno per il facile raddoppio. La finale è comunque in cassaforte e saranno gli olandesi a contrapporsi al sogno mondiale degli spagnoli, mai vincenti come del resto gli orange, sconfitti due volte in finale nel 1974 e nel 1978.
Risultati semifinali Germania-Spagna 0-1
Uruguay-Olanda 2-3
Paolo Francesco Ferminelli
La Germania umilia Maradona.
Luglio 4, 2010
Il volto distrutto, lo sguardo perso nel vuoto, l’impotenza di una squadra che ambiva al titolo mondiale, questa è l’ultima istantanea di Maradona, messo sotto scacco dalla Germania, che cala un poker duro da sopportare per gli argentini, speranzosi nel loro condottiero con il rosario tra le mani. E’ servito a poco appellarsi alla scaramanzia, ai baci, al segno della croce ripetuto più volte. L’incontro non ha avuto storia e lo si è capito al terzo minuto di gioco, quando Muller gelava di testa l’immobile difesa argentina, portiere compreso. Da quel momento i tedeschi hanno controllato il match, lasciando sfogare gli avversari, incapaci di costruire azioni pericolose per tutta la prima frazione di gioco. Messi cerca di farsi largo tra le maglie avversarie, ma sembra che giochi da solo contro undici e così la strada si fa in salita, anche perchè a centrocampo nessuno è in grado di tamponare le ripartenze tedesche, un vero e proprio spauracchio per gli avversari, lenti ed impacciati. Al 24′ Klose spreca una clamorosa occasione all’altezza del dischetto del rigore calciando alto il pallone della sicurezza.
Nel secondo tempo l’Argentina prova a fare qualcosa in più, impegnando di tanto in tanto Neuer con conclusioni dalla distanza (vedi Tevez) o con i cross, peraltro mai sfruttati da Higuaìn, sovrastato dalla difesa avversaria, sempre attenta e pronta nel contrastare le manovre avversarie, favorendo così il ribaltamento dell’azione. Al 68′ Podolsky scatta sulla sinistra e crossa al centro per Klose che raddoppia a porta vuota. Gli argentini assistono impotenti a ciò che sta accadendo e Maradona inserisce Pastore nel tentativo di dare una scossa, che però non arriva. Non si capisce perchè Milito venga lasciato in panca nel momento in cui ci si deve giocare il tutto per tutto e chissà se un un giorno el Pibe ci spiegherà perchè tanto oltracismo per un giocatore di valore assoluto, capace di fare le fortune dell’Inter in tutte e tre le competizioni vinte quest’anno. Al 74′ Schweinsteiger semina i difensori argentini come birilli e sempre dalla fascia sinistra fa partire il cross che Friedrich trasforma in goal. Tre schiaffi fanno davvero male, ma i tedeschi non smettono di offendere e c’è ancora tempo per il quarto sigillo di klose all’89′ con un preciso piatto destro da distanza ravvicinata. Per la punta tedesca è il quattordicesmo centro, ad un passo dal record di reti di Ronaldo, a quota 15. Per l’Argentina è la resa, dopo i tanti proclami e le provocazioni del suo C.t non c’è più spazio per le parole e le accuse agli arbitri, la mano di Dio e quant’altro. E’ tempo di bilanci, di chiarimenti su una gestione che ha determinato l’ennesima bocciatura per il calcio argentino.
Risultati quarti di finale: Germania-Argentina 4-0
Paraguay-Spagna 0-1
Olanda-Brasile 2-1
Uruguay-Ghana 5-3 (1-1) dopo calci di rig.
Paolo Francesco Ferminelli





