Sesto Girone

Maggio 29, 2008



 

Via Salaria, 91 (Piazza Fiume) - Tel. 06.8551970 - Chiuso Domenica

 

Al Sesto Girone di dantesca memoria, quello dei golosi per intenderci, si sono voluti ispirare Massimo Piccheri e Claudio Cinti nel dare il nome a loro nuovo negozio aperto ormai da più di un anno nelle vicinanze di Piazza Fiume. Piccola bottega del gusto, gradevole nell’arredo e nell’estetica e, soprattutto, ricca di ricercatezze alimentari provenienti da ogni dove, caratterizzate da lavorazioni artigianali e specificità dei territori d’origine. Oltre 500 etichette per la bella e selezionata cantina, affiancate da birre artigianali, olii extravergine d’oliva e preziosi aceti balsamici. Risi di cascina, legumi (come le lenticchie di Ustica e Ventotene e il cece vulcano della Tuscia), paste artigianali trafilate in bronzo, in diversi formati e con varie tipologie di grano. Ampia selezione di affettati (culatello di cinghiale, lonza, mortadella, speck di bufala, ecc…), mozzarella di bufala dell’Agro-Pontino, formaggi freschi, stagionati ed erborinati, carne di bufala e carne di razze selezionate da ogni regione, con particolare attenzione nella scelta dell’allevatore e di come vengono nutriti gli animali, tonno di Carloforte e Portoscuso e lo stocco di Mammola. Inoltre, marmellate, gelatine, composte, mostarde, miele, salse e tantissime altre tentazioni golose per una cena particolare o anche semplicemente per una pausa pranzo di gusto. Orario no-stop.

Rouge

Maggio 29, 2008



 

Via dei Sabelli, 193 (San Lorenzo) - Tel. 06/4940863

Chiuso: Sabato a pranzo e Domenica

Giudizio: semaforo giallo – Prezzo medio: 20 euro

 

 

Si chiama Rouge, sta a San Lorenzo, come potrebbe non essere un ristorante in un certo senso alternativo? Ed in effetti così è, per via di quell’atmosfera informale che si respira fra i tavoli in formica di colori diversi, popolati da giovani dall’aria per lo più alternativa (a volte più per vezzo che per convinzione, ma questo è un altro discorso…). Ci piace insomma, come scrivemmo l’anno scorso in guida, questo ambiente, come è simpatica l’idea di affidare la divulgazione del menù ad una grande lavagna che a volte, però, crea assembramenti fastidiosi per gli avventori dei tavoli vicini. Il servizio è senza pretese, ma a differenza di locali simili, viene posta la giusta attenzione a dei dettagli importanti come i bicchieri adeguati per il vino. Da quanto detto, Rouge sembrerebbe da semaforo verde ed invece è giallo (scusate il gioco di colori.), perché? Presto detto. E’ la cucina che rispetto al passato ha mostrato un calo sensibile, attestandosi ora, ad avviso di chi scrive, ad un livello appena sufficiente. La nostra serata è iniziata con una gita fra gli scaffali per scegliere il vino, vista l’assenza di una lista vera e propria. Siamo poi partiti con il misto di bruschette Rouge (con pomodori, con peperone, e con ‘nduja) sempre sfizioso e con una buona ricotta di bufala con crema di pere. Gustosa la zuppa di fagioli cannellini, completamente sbagliati gli strozzapreti con carciofi, ricotta e mentuccia (?), avari dell’ortaggio e ricchi di panna mischiata alla poca ricotta e all’inesistente erba aromatica. Per proseguire, un tenero filetto di maiale marinato alla birra, e una libera interpretazione, mal riuscita aggiungiamo noi, della moussaka, più simile ad uno sformato di carne trita con patate e uova che alla ricetta tradizionale che prevede melanzane, besciamella e pomodoro. Come dolce, una torta Kill Bill, composta da un pan di spagna alle noci asciutto con uno strato spesso di cioccolato fondente messo sopra. Insomma, in definitiva questo è un locale che per come è concepito ci piace, ma la cucina è da rivedere: verificheremo se tale defaillances è stato un fatto episodico o un calo strutturale.

Osteria del Fico Vecchio

Maggio 29, 2008


 

 

Via Anagnina, 257 – GROTTAFERRATA (RM) - Tel. 06/9459261

Chiuso: mai

Giudizio: semaforo verde – Prezzo medio: 42 euro

 

 

Sembra ospitasse una stazione di posta per il cambio dei cavalli questo casale del XVI secolo. Oggi, invece, il locale è diviso in due strutture differenti: da una parte piccole sale, ognuna con il camino, attraversate da un corridoio; dall’altra, una più grande con archi al centro. L’ambiente è caldo ed accogliente, caratterizzato da pavimenti in cotto, pareti rosa e soffitti in legno. La cucina, di tipo tradizionale, propone per lo più piatti tipici romani oltre a zuppe e portate di pesce, realizzati con delle buone materie prime. Il servizio è gentile e disponibile anche se non sempre puntuale e preciso. Il nostro pranzo è iniziato attingendo a piene mani dall’antipasto al buffet (impossibile non notarlo all’entrata), ben assortito ed invitante. Tra i vari assaggi, nella maggior parte dei casi di discreta fattura, citiamo un buon prosciutto crudo tagliato a mano, delle gustose focacce assortite e una squisita frittata con verdure. Siamo andati avanti con una zuppa di ceci e farro densa e piacevolmente profumata al finocchio, dei saporiti spaghetti cacio e pepe cotti al dente e ben mantecati e dei delicati gnocchi con Taleggio e scaglie di tartufo nero. Buoni anche i secondi piatti, sebbene giunti dopo una pausa un po’ lunga: tenere costolette di abbacchio alla scottadito, una tagliata di manzo al rosmarino (giustamente cotta ma arrivata a tavola tiepida) e un piatto di fritti vegetali croccanti e non unti. Fra i dessert, il millefoglie sbriciolato con scaglie di cioccolato era troppo dolce; migliore il tiramisù agli amaretti e il profitterol, composto al momento, con piccoli beignets ripieni di crema chantilly e ricoperti di cioccolato fuso. La lista dei vini, organizzata per regione, propone diverse etichette di pregio e un giusto focus sui prodotti locali, peccato per l’assenza delle annate…; apprezzabile, invece, la scelta di liquori e distillati.

Off License

Maggio 29, 2008



 

Via Veio, 4 (San Giovanni) - Tel. 06.77250130 - Chiuso Domenica pomeriggio

 

Come per il vino, che da diversi anni ha suscitato sempre maggiore interesse creando un vero e proprio turismo enologico, così anche per la birra si sta diffondendo una nuova cultura che sta a testimoniare un’attenzione sempre più alta verso l’impiego del prodotto di qualità. Il consumo di birra pro capite in Italia sta crescendo, anche se rimane molto inferiore rispetto ad altri paesi europei, Germania in primis, e cresce anche la voglia di saperne di più sulla mitica “bionda” come, ad esempio, la degustazione, le singole caratteristiche e i vari abbinamenti possibili. Pochi sono i locali che offrono una bella varietà di birre particolari, magari prodotte da piccoli birrifici artigianali, come pochi sono i negozi ad essa dedicati. Qui a Roma c’è Off License, un beer-shop di tutto rispetto che offre un’ampia selezione di birre straniere e non, accanto ad una cernita di ben 15 produttori di birra artigianale italiana. Il locale si trova su Via Veio (vicino a Piazza San Giovanni), ed è articolato in due sale: la prima ospita il bancone della vendita, il reparto delle birre (con ben due scaffalature centrali ricolme di bottiglie, molto belle anche a vedersi sia per la forma che per le etichette) e un’attenta scelta di distillati e liquori; la seconda sala contiene scaffali carichi di vino, selezionato prediligendo piccoli produttori italiani accanto a grandi nomi che sono garanzia di qualità. Bella e comoda la formula dell’orario continuato (10-22 dal lunedì al sabato; mentre la domenica rimane aperto dalle 9 alle 13), serviti, inoltre, da uno staff simpatico, preparato ed efficiente.  

Numbs

Maggio 29, 2008



 

Corso Trieste, 150/b (Piazza Istria) - Tel. 06/93931764

Chiuso: Mai

Giudizio: semaforo giallo – Formula per l’aperitivo: buffet libero

 

 

Numbs, in lingua anglosassone, è la contrazione dell’espressione “number one”, ma qui a Roma è anche il nome di un locale aperto recentemente nel quartiere Trieste. Sorto sulle ceneri di un precedente indirizzo dal nome e dall’aspetto latino-americano, Numbs si presenta del tutto diverso. La mano dell’architetto, che ha puntato tutto sul design moderno e accattivante, si vede, come si percepisce anche la voglia di piacere soprattutto ad una clientela giovane, dinamica e sempre in movimento. Le grandi vetrate danno l’idea all’avventore di essere “in vetrina” e permettono ai passanti di studiare attentamente l’ambiente interno e la gente che lo popola. Il grande bancone domina la prima sala, tutto intorno, poi, un susseguirsi di divanetti e poltroncine bianche che fanno da contrasto ai tavoli in legno scuro. Si comincia al mattino con ricche colazioni a base di lieviti, dolcetti, cappuccini e caffé, si prosegue a pranzo con pochi piatti caldi, insalate e panini per una veloce e leggera pausa pranzo, per proseguire, poi, con l’ora dell’aperitivo e magari concludere con un drink per il dopocena. Noi l’abbiamo testato per l’happy hour, come più spesso si usa dire ormai e, a dire il vero, siamo rimasti delusi. Ben fatto il menù delle bevande, con diversi cocktails alcolici e non, una piccola selezione di bottiglie di vino, di cui pochi disponibili alla mescita. Per quanto riguarda il food, il buffet che dovrebbe essere composto da preparazioni calde e fredde, è in realtà un’offerta ristretta di piatti di livello appena sufficiente e nulla più. Abbiamo assaggiato delle penne all’arrabbiata poco “arrabbiate”, delle mezze maniche con verdure e tanta di quella panna da coprire il tutto, dei semplici tramezzini con pomodoro, tonno e pomodoro, e prosciutto e formaggio, dei rustici freddi e secchi e delle tartine con un anonimo patè di olive. Su tutto un servizio che è sì gentile, ma che essendo affidato a giovani camerieri, ancora deve fare molta pratica. Insomma, per ora Numbs ci è sembrato più un “numero uno” di nome ma non di fatto!

Leonidas

Maggio 29, 2008



 

Via dei Redentoristi, 16 - Tel. 06.68192245 - Chiuso Domenica e Lunedì mattina

Via Bisagno, 16/a - Tel. 06.86219250 - Chiuso Domenica

 

Per coloro che amano fare e ricevere regali golosi a Natale, allora una visita ai negozi Leonidas non può proprio mancare. Due le sedi presenti a Roma, una in pieno centro dietro al Teatro Valle, l’altra nel bel quartiere Trieste. Il marchio Leonidas è un nome importante e famoso nel settore del cioccolato. L’azienda è belga e da sempre produce cioccolatini fatti solo con il 100% di burro di cacao. Nei due punti vendita romani potrete trovare un vasto assortimento dei prodotti di questa azienda a cominciare dalle famose praline, passando per ganache, crème, marzapane, mediants, orangettes, limonettes, napolitaines, perle, slices, al liquore e anche una linea senza zucchero. In questi negozi, però sono presenti anche altri prodotti a base di cioccolato e non: tavolette con varie percentuali di cacao (della Domori, Stainer, Marangoni, ecc…), biscotti, fondute da gustare comodamente a casa, marmellate particolari, dolci tipici regionali, la buonissima torta Pistocchi e i gelati Haagen Dazs. Belle le confezioni regalo e cortesia da parte delle due titolari, la signora Veronique e la signora Alberta. 

Le Tre Zucche

Maggio 29, 2008



 

Via G. Mengarini, 43/45 (Portuense) - Tel. 06/5560758

Chiuso: Domenica

Giudizio: semaforo verde – Prezzo medio: 35 euro

 

 

Piacevole scoperta della precedente edizione della nostra guida “Roma nel Piatto”, Le Tre Zucche si conferma un locale gradevole e dalla formula vincente. Nonostante sia situato in una zona non proprio centrale, questo ristorante si è fatto conoscere e apprezzare sia per il buon livello qualitativo della cucina che per il giusto rapporto qualità-prezzo. Ma andiamo con ordine. Accogliente e confortevole l’ambiente: ad una prima saletta molto piccola, ne segue un’altra un po’ più grande con diversi tavoli che hanno forse l’unico difetto di essere un po’ troppo ravvicinati. Con la bella stagione, invece, è possibile cenare all’aperto nel piccolo dehor antistante il locale. Il menù suggerisce piatti creativi elaborati su sapori tradizionali e materie prime stagionali di buona qualità; anche la presentazione dei piatti è ben curata, sia nella composizione del cibo che nel modo di servirlo. Professionalità e gentilezza sono alla base del servizio, gestito in parte dalla proprietà. Anche la lista dei vini è ben fatta, con delle belle presenze vinose dai ricarichi veramente più che onesti. Dopo uno sfizioso benvenuto da parte dello chef a base di zuppetta di fagioli e pasta fritta, diamo il via alla nostra ottima cena: fiori di zucca ripieni di ricotta di pecora, delicati e profumati, sformatino di scarola, patate, mozzarella su crema di zucca, dalla consistenza morbida e dal sapore convincente, carpaccio di pesce (nel nostro caso un dentice) agli agrumi, fresco e piacevolmente aromatizzato, variante riuscita della tradizionale pasta broccoli e arzilla, qui presentata come una vellutata di broccoli con crocchetta di pesce. Come primi piatti, optiamo per degli eccezionali ravioli di pere e pecorino di Pienza su salsa al tartufo nero e dei gustosi gnocchi al nero di seppia con vongole e broccolo romano. Proseguiamo con una tagliata di tonno eseguita alla perfezione e una tagliata di manzo al radicchio brasato, tenera e al punto giusto di cottura. Degna di nota anche il dessert finale con un caldo-freddo al cioccolato fondente Amedei con spuma di chinotto e il sempre delizioso gelato al pistacchio in cialda. In definitiva, quindi, un’esperienza molto positiva che vi consigliamo di replicare.

Le Sorelle

Maggio 29, 2008



 

Via Belsiana, 30 (Piazza di Spagna) - Tel. 06/6794969

Chiuso: Martedì

Giudizio: semaforo verde – Prezzo medio: 50 euro

 

 

Gli ingredienti per accendere il semaforo verde a “Le Sorelle” di Via Belsiana ci sono tutti! A pochi passi dalla coreografica scalinata di Piazza di Spagna si nasconde questa bomboniera del gusto caratterizzata da una piccola sala, lunga e stretta, con una decina di tavoli. Lo chef seduce abilmente il palato dei propri ospiti, accontentando qualsiasi preferenza, con piatti di mare e di terra, curati anche nella presentazione. Ad accompagnare il tutto, una carta dei vini all’altezza della situazione che offre una scelta di etichette di differente pregio e formato: sono disponibili alcune bottiglie da 0,375 ml e delle proposte alla mescita. Dicevamo delle doti del cuoco… abbiamo iniziato ad apprezzarle già dall’antipasto: le uova strapazzate al tartufo si sono rivelate una scelta vincente grazie al nobile apporto di odore, dato dal fungo ipogeo. Nella sequenza di successi inanellati durante la serata, ricordiamo piacevolmente anche i ravioli con formaggio, pere e gorgonzola, quest’ultimo particolarmente delicato e cremoso, si legava egregiamente alla dolcezza della frutta, creando un binomio perfetto. Un altro primo da segnalare per l’accostamento di ingredienti sono i maltagliati con cozze (peccato per alcune un po’ secche), asparagi (teneri e sottili) e formaggio di fossa. I gamberoni al vapore di tè verde ci hanno assicurato una ottima prosecuzione della cena grazie alla consistenza della polpa, soda e profumata delle foglie dell’infuso; l’unica pecca l’abbiamo riscontrata nella base di julienne di verdure fritte che purtroppo tradivano una temperatura eccessivamente fredda. Incuriositi dal filetto di vitello con marmellata di peperoncino, decidiamo di assaggiarlo. Risultato: carne ben cotta in superficie e senza il paventato contributo eccessivo della spezia. A chiudere la nostra cena, la delicatezza al cioccolato fondente, che ci ha conquistato grazie al contrasto creato dall’interno caldo del dessert e dal fresco del gelato alla mandorla, servito accanto.

La Contadina

Maggio 29, 2008



 

Via Tuscolana, 959 (Cinecittà) - Tel. 06.7101272 - Chiuso: Domenica

Viale Regina Margherita, 80 (Salario) - Tel. 06.8555008 - Chiuso: Domenica

Via dei Colli Portuensi, 239 (Portuense) - Tel. 06.58209771 - Chiuso: Domenica

 

In questo clima di “terrorismo gastronomico” che ha colpito due importanti settori alimentari italiani, quello vinicolo e quello caseario, vogliamo parlarvi di una bella e buona formaggeria e tentare almeno in parte, di ridare fiducia ai consumatori su uno dei prodotti più amati e famosi a livello mondiale: la mozzarella di bufala. Il negozio, o meglio i negozi, in questione sono La Contadina, dell’omonima azienda agricola che si trova ad Altavilla Silentina, a metà strada tra Battipaglia ed il sito archeologico di Paestum. Diversi i punti vendita nella Capitale (il primo ad essere stato aperto, si trova su Via Tuscolana, un secondo su Viale Regina Margherita all’altezza di Via Nizza ed il terzo a Via dei Colli Portuensi), ma tutti accomunati dalla stessa bontà dei prodotti che arrivano direttamente dall’azienda salernitana. Qui potrete trovare un vasto assortimento di mozzarelle (di diverse pezzature), bocconcini, ovoline, ricotte, rigorosamente fatte con solo latte di bufala. Inoltre, scamorze, naturali e affumicate, formaggi più o meno stagionati, burro e provole affumicate. 

Koda

Maggio 29, 2008


 

 

Via Cagliari, 25 (Salario) - Tel. 06/8543953

Chiuso: Domenica

Giudizio: semaforo giallo – Prezzo medio: 28 euro

 

 

Siamo sempre tornati volentieri in questo ristorante di cui conservavamo un buon ricordo, ma purtroppo nell’ultima visita che abbiamo effettuato siamo rimasti un po’ delusi…soprattutto dall’offerta gastronomica. Il semaforo giallo quindi si impone per via di una cucina un po’ “stanca” e con errori piuttosto grossolani. L’ambiente è rimasto immutato (e meno male aggiungiamo noi!), con le due sale dislocate su più livelli e le luci soffuse che contribuiscono a rendere più calda l’atmosfera. Entrando nel locale, l’attenzione cade sulla grande vetrata che dà sulla cucina, da dove escono piatti della tradizione romana (il nome stesso del ristorante è un riferimento, in chiave moderna, ad uno dei piatti più noti a Roma, la coda alla vaccinara per l’appunto) e non solo; volendo si può mangiare anche la pizza. Se la cucina l’abbiamo trovata in calo, per fortuna il servizio si è dimostrato all’altezza: cortese, presente e abbastanza preciso. La carta dei vini non è molto estesa (anzi abbiamo notato un ridimensionamento rispetto al passato), ma ha dei ricarichi tutto sommati corretti. Ma veniamo alla cena. Abbiamo cominciato con un antipasto composto da una fredda (di frigorifero) insalatina di polpo e seppie agli agrumi dove il sentore di questi ultimi, però, era poco percettibile. Abbiamo proseguito con due discreti primi piatti: gli spaghetti con gamberi e pomodoro avevano la pasta al punto giusto di cottura, ma il sugo lento e leggermente sciapo, il risotto alla pescatora era caratterizzato da un cereale al dente, ma non era mantecato a dovere. Passando ai secondi, vi dobbiamo parlare di una buona grigliata mista (gamberoni, scampi e anelli di calamaro) e di una tenera tagliata di manzo con rucola. La dolce conclusione è stata affidata ad un profitterole al cioccolato, anch’esso eccessivamente freddo e compatto e servito con della panna di fattura industriale. Urge un colpo di Koda…                                                          

Pagina successiva »

Bottom