Lazio: un’annata da dimenticare
Giugno 27, 2008
La sconfitta casalinga con l’Inter nel ritorno di semifinale di Coppa Italia ha cancellato le residue speranze biancocelesti di salvare una stagione a dir poco disastrosa. Persa anche la possibilità di partecipare alla Coppa Uefa, non resta che stilare il bilancio di un campionato conclusosi al di sotto delle aspettative.
Con la qualificazione alla Champions League ottenuta contro
La vera nota dolente, oltre ai tanti infortuni che hanno decimato difesa e centrocampo è stata la mancanza di Carrizo, il portiere titolare, colui che doveva sostituire Peruzzi, il punto di riferimento dell’intero reparto difensivo. L’assenza di un estremo difensore all’altezza ha inciso negativamente sul rendimento della squadra, costretta col pagare a caro prezzo una serie incredibile di errori commessi da Ballotta prima e da Muslera poi. Gli stessi centrali difensivi, Cribari e Siviglia, sono più volte andati in crisi, evidenziando preoccupanti carenze tecniche e di concentrazione. Lo stesso discorso vale per il centrocampo, dove Ledesma e soprattutto Mauri, non sono riusciti a fornire un rendimento accettabile, rispetto alle potenzialità mostrate in passato. In attacco la coppia Pandev - Rocchi si è confermata tra le più forti del campionato, ma nonostante questo, in molte occasioni, il reparto avanzato ha sprecato troppo. Non è un caso che alla fine del girone di andata
Nella seconda fase della stagione, in concomitanza con il cosiddetto mercato di riparazione, la società si è mossa meglio, rafforzando la rosa con gli innesti di Bianchi, Radu, Rozehnal e Dabo. Il girone di ritorno sembrava dare segni di risveglio con alcune importanti vittorie casalinghe (Sampdoria, Atalanta, Reggina, Livorno, Roma) che permettevano alla squadra di allontanarsi dalla zona pericolo e tentare la risalita verso la zona Uefa.
Nonostante i segnali di ripresa, le troppe sconfitte in trasferta l’hanno costretta in più di un’occasione a segnare il passo, specialmente con squadre tecnicamente inferiori (vedi Empoli, Cagliari e Catania) ma con una determinazione indubbiamente superiore, quella che è mancata agli uomini di Delio Rossi. Impossibile quindi pensare di poter scalare posizioni quando non si è in grado nemmeno di ottenere due vittorie consecutive, cosa che accadrà una sola volta in tutta la stagione. Dopo la grande vittoria nel derby con
“Mollare” il campionato è stato un errore imperdonabile. Allenatore e giocatori hanno puntato il tutto per tutto sulla semifinale contro l’Inter, l’unica via per raggiungere l’Europa, senza pensare invece che un finale di stagione in crescendo avrebbe potuto dare alla Lazio il medesimo obiettivo. Il resoconto finale parla di una classifica assai deludente: dodicesimo posto e una differenza tra reti fatte e subite addirittura di - 4, con due sole vittorie lontano dall’Olimpico e 19 punti in meno rispetto alla stagione 2006-07. Dati che fanno capire in maniera inequivocabile come quella appena conclusa sia stata un’annata da dimenticare.
Ora che la stagione è finita, si pensa al futuro. Se il problema portiere è stato finalmente risolto, per il reparto arretrato la società ha ufficializzato gli acquisti a titolo definitivo di Radu e Rozehnal, giocatori che possono dare importanti garanzie al centro della difesa. Manca ancora un centrocampista di qualità da affiancare a Ledesma e di una punta che sappia finalizzare al meglio il lavoro di Pandev e Rocchi, attaccanti sì, ma non arieti dell’area di rigore. Vista la mancata conferma di Bianchi, l’acquisto di un attaccante di livello in grado di sostituirlo diventa un obiettivo fondamentale per confermare le ottime qualità della squadra in fase realizzativa. Altro problema da risolvere è quello legato alla partenza di Behrami, giocatore giovane e importante a livello tattico, come dimostra l’ottimo rendimento avuto nelle tre stagioni con la maglia biancoceleste.
La società ha il dovere di programmare subito le proprie mosse, deve darsi una nuova organizzazione e trovare quanto prima un nuovo direttore sportivo che possa operare sul mercato nei tempi giusti e definire l’acquisto dei giocatori necessari per l’immediato rilancio nel prossimo campionato. Resta ancora aperto il problema della comunicazione, visto il prolungatissimo silenzio stampa che ha scontentato non solo i giornalisti, ma soprattutto l’ambiente laziale, fin troppo avvelenato ed insofferente. Ed è proprio a questo stato d’animo dei tifosi che si lega la delicata questione della presenza allo stadio.
Si parla da troppe parti che i tifosi laziali stanno perdendo o addirittura hanno perso la lazialità, la fede per la propria squadra che per un appassionato è il collante di tutti i sentimenti sportivi, positivi e negativi. Il messaggio di tanti imbonitori televisivi biancocelesti di professione è quello di boicottare lo stadio, in maniera tale che le cose prima o poi possano cambiare. Il rimedio scelto è quello dell’indifferenza, nella speranza che prima o poi il presidente Lotito si metta da parte e magari qualche magnate si faccia avanti ed acquisti la società, riportando così il sereno tra gli scontenti. Abbiamo visto le cordate, abbiamo ascoltato le menzogne di antiche bandiere (Chinaglia, qualcuno se lo ricorda cosa ha combinato?) che hanno promesso, senza mai mantenere, giocando sulla buona fede di tanti, per poi fuggire con la coda tra le gambe, senza nemmeno una scusa o un chiarimento, peraltro più volte annunciato. Gli imbonitori che ora predicano l’indifferenza e che si sentono privati della loro fede, erano gli stessi che alle cordate e ai gruppi ungheresi avevano creduto, senza nemmeno avere un dubbio su chi stava giocando con
Uno stadio senza tifosi finisce col danneggiare la squadra, il silenzio di una curva ti porta a giocare sempre in trasferta, anche quando giochi in casa. È difficile andare avanti di questo passo ed è bene che i tifosi lo capiscano, una volta per tutte. Il tifo serve non solo a caricare i giocatori e far vincere certe partite, ma significa soprattutto dimostrare a tutti che si è uniti, che la presenza allo stadio ha un suo peso. Lasciare la squadra da sola e per di più fischiando i propri beniamini, serve solo a farsi del male, ma in questo il laziale non è secondo a nessuno. Tutto questo a prescindere da chi è presidente, piaccia o non piaccia, perché la passione per la squadra del cuore non deve mai mancare. Nessuno può togliere ad un altro la voglia di tifare per i propri colori, per quella maglia che ha ben 108 anni di storia e tradizione. Abbandonare la nave adesso, significherebbe affrontare il futuro come peggio non si potrebbe. Del resto, i 50.000 spettatori di Lazio - Real Madrid eLazio - Inter, o quelli di Lazio - Dinamo Bucarest vorranno dire qualcosa. Il laziale c’è ma la sua presenza è legata ai grandi eventi. Difficile capire come pensa e cosa sente, perché è unico nel suo genere.
La prossima stagione è troppo importante, perché non solo deve cancellare le tante delusioni dell’ultima, ma potrebbe far capire veramente fin dove
Paolo Francesco Ferminelli
Michele La Ginestra…uno di noi (tutti noi)
Giugno 26, 2008
Michele La Ginestra, attore, regista, autore …ed avvocato; sapendo che sei laureato in giurisprudenza da bravo intervistatore, non potrei non farti la classica domanda: “come mai un ragazzo che ha studiato tanto per diventare avvocato, intraprende una strada fatta di tante rinunce e pochi soldi ?”Non essendo io famoso come bravo intervistatore (…non essendo famoso affatto) mi sollevo dall’obbligo della classica domanda per non ricevere la classica risposta: “per passione” e ti chiedoQuanto è stato difficile, se lo è stato, intraprendere la strada dello spettacolo e come l’ha presa la tua famiglia che ti ha sostenuto durante gli studi? Per me è stato molto semplice visto che coltivavo questa passione fin da quando ero bambino; io dico sempre che vengo della parrocchietta, e non mi vergogno a dirlo; molti grandi attori son diventati tali perché hanno avuto l’occasione di calcare un piccolo palcoscenico come quello di una sala parrocchiale. Riuscire poi a spiccare il salto dipende da tanti fattori.
E’ nato Virtuy, il primo centro commerciale virtuale italiano
Giugno 13, 2008
Passeggiare tra i negozi e guardarne le vetrine standosene comodamente seduto davanti al proprio computer, facendo anche provare i capi d’abbigliamento o le scarpe al proprio modello tridimensionale virtuale è possibile grazie a Virtuy, il primo centro commerciale virtuale italiano (www.virtuy.com). Almeno finchè potremo spendere i nostri soldi virtuali….
Mobilità Alternativa
Giugno 9, 2008
Si è svolto a Roma, dal 22 al 25 maggio 2008, presso la “Nuova Fiera di Roma”, il primo Salone riservato alla mobilità alternativa: MotechEco. L’evento non si è ridotto ad un’esposizione di auto ecologiche e di espositori di prodotti e soluzioni per l’ambiente ma è stato un vero e proprio forum degli operatori del settore, tra i quali vi erano sia pubbliche amministrazioni ed enti locali, sia società private ed associazioni.
Roma : Domenica 15 giugno, Scendi in pista per l’India
Giugno 9, 2008
Domenica 15 Giugno 2008, Nell’elegante discoteca dello Sporting club Ostiense, via del mare 128, dalle ore 21.30 in poi, potrete partecipare ad una serata danzante per divertirci… e anche …per aiutare i bambini poveri del sud dell’India (per dettagli : www.madrix.it)
La serata sarà animata da Balli di Gruppo, Black House, Dance anni ‘70, ‘80 e ‘90, Salsa, Karaoke e tanto altro ancora !!
” STRADIVARIUS SHOW ” - 15.06.2008
Giugno 3, 2008
Roma, auditorium parco della musica(sala sinopoli) ore 20:00
EDVIN MARTON IN CONCERTO: Ha incantato l’Italia durante il Galà delle Olimpiadi di Torino, l’unico artista europeo a vincere un Emmy Award, ha appena conquistato il palmarès di Eurovision 2008. Il il violino magico di Paganini per la prima volta in Italia, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Leggi il resto







