Federer re di Francia
Giugno 9, 2009
Roger Federer entra nella storia del tennis vincendo per la prima volta in carriera sulla terra rossa di Parigi ed eguagliando Sampras nella classifica dei tornei dello Slam con il quattordicesimo successo. Una vittoria ottenuta non senza soffrire, nonostante Nadal sia uscito anzi tempo insieme agli altri protagonisti, tra questi Djokovic e Murray su tutti, che avrebbero potuto creare problemi nel corso del torneo. Per due volte lo svizzero è stato costretto agli straordinari, uscendo vittorioso al quinto set contro Haas prima e Del Potro in semifinale poi. Più semplice la finale, giocata in maniera perfetta, grazie soprattutto al servizio ritrovato, colpo da sempre fondamentale per il gioco di Federer su una superficie insidiosa e meno congeniale alle caratteristiche di un giocatore votato sempre all’offensiva. Solderling, l’outsider che ha sorpreso tutti, non è riuscito ad esprimersi al meglio come nelle precedenti partite, impensierendo Federer solamente nel secondo set, perso al tie-break. Lo svedese aveva comunque pochissime chances per contrastare un avversario capace di variare il gioco con smorzate ed accelerazioni improvvise capaci di chiudere il punto anche dalla linea di fondo. Se a questo aggiungiamo il gioco di volo e il 9-0 per lo svizzero negli scontri diretti è evidente che il match non poteva proporre un esito diverso. I francesi hanno da sempre espresso la propria ammirazione per il campione, in lacrime per un successo che vale più di qualsiasi altro. La premiazione è stato un altro momento da ricordare, con le istantanee dei fotografi ad immortalare Andrè Agassi, l’ultimo tennista a trionfare in tutte e quattro le prove dello slam su tre superfici diverse. Federer è riuscito ad eguagliare anche questo record, lasciando una traccia indelebile in Australia (3 successi) Parigi (1), Wimbledon (5), US Open (5) ed entrando di diritto tra i più grandi tennisti di sempre.
Finale Roland Garros Federer b. Soderling 6-1 7-6 6-4
Paolo Francesco Ferminelli
Ibrahimovic capocannoniere. Torino in B.
Giugno 6, 2009
L’ultima giornata di campionato non ha quasi nulla da dire, ad eccezione della squadra che avrebbe accompagnato Reggina e Lecce a giocare il prossimo anno in seconda divisione. Il Torino, lo si sapeva fin troppo bene, aveva l’1% di possibilità di salvarsi, dopo la sconfitta in casa con il Genoa e la vergognosa rissa di fine partita che l’ha di fatto decimata, visti i tanti squalificati. Dall’altra parte il Bologna, che ospita il Catania, neanche a dirlo, pronta alla sconfitta prima ancora di cominciare. Il verdetto sorride ai rossoblu e condanna i granata, sconfitti dalla Roma per 3-2.
Resta affascinante la sfida per il titolo di capocannoniere. Di Vaio, Milito ed Ibrahimovic se la giocano fino alla fine, rincorrendosi, con la speranza di vedere il proprio cognome in testa alla speciale classifica. Alla fine dei giochi è il nerazzurro a trionfare, con una magìa di tacco con spalle alla porta. L’Inter batte l’Atalanta 4-3 e per la Milano interista è l’ennesima festa, accompagnata dal saluto di Figo con tanto di abbraccio a centrocampo con Mourinho.
La Juventus conferma il secondo posto, nonostante il ben servito a Ranieri, ritenuto responsabile dalla stampa torinese di essere il presunto responsabile del tracollo (?) bianconero. Ferrara porta a casa due vittorie (Siena e Lazio), determinando trionfalismi più che esagerati. Il Milan si consola evitando i preliminari di Champions League grazie alla vittoria di Firenze firmata da Kakà (in partenza verso Madrid) e Pato, tornato al goal dopo mesi di digiuno. Ancelotti saluta i rossoneri e lascia il testimone a Leonardo, chiamato a non far rimpiangere il suo illustre predecessore. Gilardino contribuisce al quarto posto dei viola, nonostante l’avventata cessione di Pazzini alla Sampdoria nel mese di gennaio.
Le romane si preparano all’Europa League, dopo un campionato altalenante e fin troppo deludente. I biancocelesti vantano il successo in Coppa Italia, trofeo lasciapassare per l’avventura europea. Il Genoa si conferma una delle sorprese della stagione insieme al Cagliari, quest’ultimo protagonista di un’incredibile rimonta. L’Udinese recupera brillantemente il terreno perduto, confermandosi con le reti di Quagliarella e D’Agostino. Il Bologna si salva quasi all’ultimo, ringraziando il suo cannoniere Di Vaio, protagonista assoluto della salvezza bolognese. Il Palermo chiude all’ottavo posto, dopo aver sfiorato la possibilità di andare in Uefa. Miccoli conferma il suo straordinario talento, coadiuvato da Cavani, migliorato in zona goal e autore di reti decisive in molte delle vittorie rosanero. Zenga si conferma allenatore di livello, regalando al Catania una salvezza tranquilla e due stracittadine vinte a mani basse.
Il Lecce lascia la massima serie insieme alla Reggina, entrambe in credito con la buona sorte ma colpevoli di aver vinto troppo poco per salvarsi. La Sampdoria chiude al di sotto delle proprie possibilità, anche se la finale di Coppa Italia rimane una parentesi da non sottovalutare. Cassano e Pazzini danno spettacolo, ma per il barese la Nazionale di Lippi sembra non lasciar posto a chi veramente se la merita.
Risultati 38a giornata
Bologna-Catania 3-1
Fiorentina-Milan 0-2
Genoa-Lecce 4-1
Inter-Atalanta 4-3
Juventus-Lazio 2-0
Napoli-Chievo 3-0
Palermo-Sampdoria 2-2
Reggina-Siena 1-1
Roma-Torino 3-2
Udinese-Cagliari 6-2
Classifica Inter 84, Juventus, Milan 74, Fiorentina, Genoa 68, Roma 63, Udinese 58, Palermo 57, Cagliari 53, Lazio 50, Atalanta 47, Napoli, Sampdoria 46, Siena 44, Catania 43, Chievo 38, Bologna 37, Torino 34, Reggina 31, Lecce 30
Inter Campione d’Italia Champions League: Inter, Juventus, Milan Preliminari Champions League: Fiorentina
Europa League: Genoa, Roma, Lazio
Retrocesse in serie B: Torino, Reggina, Lecce
Paolo Francesco Ferminelli
Un giorno, in Cina… di Laura Mancini
Giugno 3, 2009
Il titolo rimanda ad ambivalenze temporali oscillanti tra un caro ricordo lontano nel tempo e un desiderio di immagini future ancora da fotografare. Un giorno, in Cina è un breve diario di viaggio che raccoglie il racconto limpido di un’esperienza autentica. L’amore di Laura Mancini per l’Oriente nasce da immagini e ricordi lontani nel tempo, dalla istintiva curiosità di una bambina sino ai banchi dell’università; un entusiasmo crescente che si percepisce proprio quando avverti l’emozione dell’autrice che, dopo anni sui libri, sta per guardare negli occhi il paese tanto adorato quasi fosse il suo amato. Leggi il resto







