Sgarbi in “Clausura” a Salemi

Dicembre 16, 2008

Nel comune siciliano la giunta presieduta dal sindaco Vittorio Sgarbi lancia un’originale proposta:vendere le case del centro storico alla cifra simbolica di 1 euro in cambio dell’impegno da parte degli acquirenti di provvedere alla loro ristrutturazione.Ne parliamo con il prof Vittorio Sgarbi in occasione dell’uscita del suo ultimo libro Clausura. Da Milano a salemi e ritorno. (Intervista di Patrizia Renzi)  Partiamo dall’iniziativa “Case a 1 euro”. Perché e a quali condizioni. Io ho detto da subito “vènti e non eventi”, perché i comuni e le città hanno abusato nel corso degli anni dell’eventismo trascurando il patrimonio presente sia nei musei, sia nella struttura stessa delle città. Salemi ha patito un terremoto e la ricostruzione non è stata in grado nell’arco di quarant’anni di restituirne l’identità, sia pure meglio preservata rispetto ad altre aree come Gibellina. Da dieci anni ad oggi tutto è rimasto fermo. Abbiamo quindi immaginato  come intervenire senza il soccorso dello Stato. Comprare un casa ad 1 euro significa dunque sentirsi parte di un’impresa, di un progetto dove persone come Toscani e Cecchini hanno trovato il modo di liberare i loro desideri e la loro fantasia. Insomma, per una volta la fantasia è andata veramente al potere.   Le personalità citate sono tra l’altro componenti della sua giunta… I poteri locali sono più interessati e vicini mentre i poteri che riescono a cambiare il mondo devono essere disinteressati, indifferenti e lontani. Toscani e Cecchini non avevano nessun interesse a venire a Salemi… Coloro che sono venuti hanno portato una loro idea che con me si realizza come un pensiero che può trovare una possibilità di essere compiuto. Il problema e che si pensano molte cose, ma se poi non si ha il potere di farle…Le idee hanno quindi determinato una curiosità, un’attenzione da parte dei giornalisti da tutto il mondo nei confronti della nostra piccola città.C’è un grande fervore che nasce da una realtà che in fondo non è molto diversa dalle altre: ci sono paesi belli come Salemi che vivono però una specie di morte mentale, di rassegnazione. Salemi ha un’energia che altre città anche più belle forse non hanno a causa dell’atteggiamento delle amministrazioni fin troppo tranquillo, quasi rassegnato.Nel tuo ultimo libro, Clausura. Da Milano a Salemi e ritorno, denunci un’ottusità diffusa nei confronti dell’arte e non solo…  Il problema di Milano e di essere l’opposto di Salemi: è la città in cui tutto sarebbe possibile, è la più importante d’Italia per la produzione di cultura - non per opere d’arte che a Venezia, Firenze e Roma sono in quantità superiore - per moda e design Milano è sicuramente la capitale della creatività. Niente dunque di più contrastante con l’Expo dell’idea di mettere a confronto l’Esposizione con una mentalità di clausura, di sorvegliare e punire, di impedire, di proteggere, di tagliare, di censurare che purtroppo ha caratterizzato la politica del Sindaco Moratti che su mille punti a lanciato segnali inquietanti sulla sua mancanza di curiosità e disponibilità. Invece di trovare nell’amministrazione sollecitazioni, stimoli e spinte, nascono ogni volta piccoli problemi, incidenti, mancanza di rispetto dei luoghi simbolici che rendono Milano una città difficile nella quale quello che sarebbe possibile come in nessun altro luogo, risulta ostacolato o limitato. Salemi è nella parte opposta dell’Italia, ha pochi abitanti, è una città spenta (era spenta) e non ha le possibilità che ha Milano riesce invece a fare qualcosa di concreto. Il contrasto tra le due città non è nato per mia volontà, ma è nato perché come diceva Guido D’Orso “ci vogliono cento uomini per ridare forza al meridione”. E gli uomini sono persone che vogliono fare delle cose, che hanno in mente un’idea, che hanno una visione. In questo senso Milano è abbastanza inquietante perché ci sono moltissime potenzialità e pochissime idee indicate dalla classe dirigente. Concentrare le energie in un posto più piccolo ti consente di raggiungere l’effetto che poi Salemi ha dimostrato davanti al mondo. Venite a Salemi dove capita di tutto e se non capita niente si ha sempre la sensazione che qualcosa possa capitare all’improvviso. Un terremoto di pensieri, di idee e non più il terremoto che ha fatto crollare le case.Marco De Masi

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