Mela e Cannella : “Il Gelato”
Gennaio 21, 2010
Materie prime selezionate per qualità , produzione e lavorazione interamente artigianale (nessun utilizzo di semilavorati) è quello che fa di questa gelateria un tempio del gusto, una galleria d’arte del piacere del palato.
Arancia Blu
Maggio 29, 2009
Via dei Latini, 55/65 (San Lorenzo) - Tel. 06/4454105
Chiuso: mai
Giudizio: semaforo verde – Prezzo medio: 33 euro
Molti associano la cucina vegetariana ad un’idea di piatti poco saporiti e gustosi, ed hanno torto, come cerca di dimostrare, riuscendoci, Fabio Bassan, chef dell’Arancia Blu. Torniamo sempre volentieri in questo locale ed anche questa volta abbiamo trovato intatti i pregi, a partire dall’ambiente molto accogliente, con più salette popolate di tavoli in legno apparecchiati in modo informale (i tovaglioli sono però di stoffa) e molte bottiglie a far bella mostra di loro negli scaffali. Il servizio è molto cortese e quasi sempre preciso, anche se ci è capitato di dover chiedere il pane, peraltro molto buono, ad antipasto già arrivato… La cucina, come detto, non fa rimpiangere l’assenza di carni fra gli ingredienti: le preparazioni sono creative e ricche di gusto, e solo in alcuni casi abbiamo notato una mano un po’ pesante nei condimenti, con abbondanza di olio. Da segnalare la presenza di due menù degustazione molto convenienti (33 euro). La nostra cena è iniziata con delle gustosissime patate al forno con erbe aromatiche, fonduta di taleggio al latte crudo della Valsassina e tartufo nero che avevano il solo difetto di un eccesso di olio nel piatto, e con un’insalata di carciofi crudi su letto di hummus, molto buona, ma sconsigliata per chi soffre di alitosi (piatto ricco di aglio). Fra i primi abbiamo provato due paste ripiene, entrambe promosse: dei ravioli ripieni alle due ricotte di capra, olive nere, pistacchi, scorza di arancia, con salsa piccante di pomodoro e broccolo romano (particolarmente riuscito il condimento, con il broccolo croccante e il pomodoro per niente acido), e dei ravioli ripieni di crema di parmigiano reggiano stravecchio con pesto di crescione e topinambour croccante (saporiti, ma con un eccesso di olio). Molto ricco, fra i secondi, il fritto misto, con tante verdure croccanti e asciutte. In chiusura un’eccellente torta di cioccolato fondente Valhrona con salsa all’arancia amara. Ultima nota sulla lista dei vini: di notevole livello, con presenze importanti e ricarichi non elevatissimi. Disponibile pure un’offerta alla mescita recitata con competenza a voce.
Comptoir de France
Aprile 22, 2009
Via Vitelleschi , 20/24 (Prati) - Tel. 06.68301516 - Chiuso: Domenica e Lunedì mattina
Se avete voglia di fare un salto in Francia, enogastronomicamente parlando, allora vi consigliamo di visitare questo bel negozio aperto da diversi anni in zona Prati. Comptoir de France è nato dall’idea di un gruppo di persone amanti del buon vivere e accumunati dalla passione per il vino e il cibo di qualità. Nella bella boutique romana, troverete un vasto assortimento di bottiglie di vino delle vari regioni francesi, dalle cantine più famose a quelle meno note, con la particolare attenzione nel promuovere le aziende emergenti. Oltre al vino, è presente anche una fornita selezione di liquori, Armagnac, calvados e Cognac. Sul versante cibo, invece, potrete scegliere tra i tantissimi e golosissimi formaggi francesi, paté de fois gras, terrine, mousse di pesce, condimenti, salse, marmellate, biscotti e miele. Inoltre, sottoscrivendo la loro newsletter, riceverete avvisi tempestivi su promozioni molto interessanti e sull’organizzazione di serate di degustazione. Si effettuano consegne a domicilio e si realizzano pacchi e cesti regalo.
Sacco
Aprile 14, 2009
Viale Amelia, 77 (Stazione Tuscolana) - Tel. 06/7808007
Chiuso: mai
Giudizio: semaforo giallo – Prezzo medio: 39 euro
“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”. Mai come in questo caso la frase attribuita a Seneca è pertinente nel descrivere le pecche nel servizio reiterate negli anni. In un solo luogo c’è gran parte di quello che critichiamo di certo un modo di fare ristorazione. Si parte con la mitica frase “gradite un aperitivo” per poi ritrovarselo prezzato nel conto, così come il cestino di focaccia non richiesto e anch’esso inserito come voce di costo, per arrivare al bicchiere di vino alla mescita arrivato in tavola già riempito. Su tutto una sensazione d’informalità sgradevole, con il proprietario/gestore - “one man show” - che catalizza l’attenzione degli avventori recitando a voce il menù senza portarlo in tavola (per conoscere i prezzi dovete alzarvi e leggerli nelle due lavagne a muro). E dire che il locale è invece molto carino, con un connubio riuscito tra rustico e moderno che rende l’atmosfera dell’unica sala, disposta su due livelli, davvero piacevole. La cucina, che si cimenta pure con preparazioni creative, non brilla, attestandosi su un livello medio poco più che sufficiente, con una certa variabilità fra le diverse portate. Detto di una carta dei vini piuttosto ristretta, veniamo alla descrizione della nostra ultima esperienza. Per partire un discreto fagottino croccante di baccalà e crema di olive, quest’ultima decisamente invadente, e delle buone patate fritte tagliate a fette sottili. Non hanno lasciato il segno i primi: anonimo il farro perlato con gamberoni e zucchine, mentre gli gnocchi con porcini e ricotta erano sbilanciati sui funghi, riducendo la ricotta a mero collante per una giusta mantecatura. Non ci siamo neanche con la “pasticciata”rollata di coniglio con frittata al timo e paté, mentre saliamo decisamente di livello con il tenero filetto di manzo con pistacchi e Porto e con la buona tagliata di tonno con sesamo e soja (a fare i pignoli, alcune parti erano troppo cotte). Ritorno in basso con i dolci: una variazione di tarte tatin, in pratica due cornetti di sfoglia con fettine sottili di mele sopra e una crème brûlée granulosa.
Osteria del Velodromo Vecchio
Aprile 14, 2009
Via Genzano, 139 (Arco di Travertino) - Tel. 06/7886793
Chiuso: Domenica. La sera tranne Giovedì, Venerdì e Sabato
Giudizio: semaforo verde – Prezzo medio: 27 euro
Della presenza di un vecchio Velodromo nel quartiere Tuscolano, ne è testimone questa osteria di quartiere che, sia nel nome che nelle belle stampe appese alle pareti, ricorda le gare svolte tanti anni or sono dai ciclisti più famosi dell’epoca. L’aspetto esterno del locale non è molto accattivante, con un piccolo spazio dove poter mangiare durante la bella stagione che appare un po’ trascurato. Entrando, invece, si viene accolti da un ambiente più curato: due le salette arredate in modo semplice che creano un’atmosfera calda e familiare. La cucina si cimenta con i piatti della tradizione romana che vengono eseguiti con una mano sapiente e leggera, seguendo la stagionalità delle materie prime. Anche il servizio è in linea con tutto il resto: piacevolmente informale, cortese e attento ad alcuni particolari quali l’uso di bicchieri adatti per il vino. Dopo avere scelto una bottiglia da una lista ben strutturata, che contempla etichette in linea con l’offerta gastronomica del locale proposte con dei giusti ricarichi, abbiamo cominciato con un antipasto misto composto da una sfiziosa insalatina di fagioli e crostini di pane, del tonno marinato tagliato solo un po’ troppo spesso, del buon capocollo e delle bruschette ben fatte. Gustosi entrambi i primi piatti provati: ravioli ripieni di carciofi e conditi con un sughetto leggero di pomodoro e dei tonnarelli in bianco con spuntature. Squisita la cernia in guazzetto, con pomodorini dolci, olive verdi e patate, dalle carni belle sode; nel solco della tradizione la trippa alla romana con sugo e pecorino. Di fattura casalinga anche i dolci: una deliziosa crostata di visciole, dalla frolla perfetta e una profumata torta di mele e crema dalla consistenza morbida.
Dolce Idea
Aprile 14, 2009
Via di San Francesco a Ripa, 27 (Trastevere) - Tel. 06.58334043 - Chiuso: Domenica - www.dolceidea.com
Dietro il marchio Dolce Idea, c’è la bravura di Gennaro Bottone, maestro napoletano del cioccolato. La sua azienda ha sede proprio nel capoluogo campano, dove ha anche diversi negozi, ma da un po’ di anni è presente pure nella Capitale, nel cuore del rione Trastevere. La bottega è piccola, ma all’interno troverete una vasta gamma di prodotti dolciari. Cioccolatini di varie forme e tipologie (fondenti, al latte, ripieni, praline, tartufi, dragée, frutta ricoperta di cioccolato fondente, ecc…) prodotti con cacao finissimo, senza l’aggiunta di grassi vegetali e glutine e vari dolci artigianali tipici delle feste tradizionali (pandori, colombe, uova di Pasqua, ecc…). Molto belle e curate anche le confezioni, che nella loro elegante semplicità, esaltano il logo composto da un ramo della pianta di cacao. Si effettua l’orario continuato e le consegne avvengono all’interno del G.R.A.
TAD
Marzo 11, 2009
Via del Babuino, 155/A (Piazza di Spagna) - Tel. 06.32695131 - Chiuso: mai -www.taditaly.com
Nato nel 1991 dall’idea di Marina Coffa, TAD si presenta come un concept store davvero unico e originale nel suo genere: uno spazio multifunzionale di 1.000 metri quadrati posto su due livelli, dove tutti i cinque sensi vengono stimolati simultaneamente; un luogo dove poter sperimentare stili e prodotti differenti provenienti da paesi diversi, fondendo armonicamente Oriente e Occidente. Accolti dal fresco profumo dei fiori dell’area dedicata alla decorazione floreale e da quello più intenso delle numerose fragranze con le quali poter personalizzare il profumo della propria casa, si accede alla grande sala centrale, pensata e proposta come l’interno di una casa privata, con soluzioni di arredo che vanno dai mobili di design ai tessuti più raffinati dalle mille sfumature. Abiti sofisticati e accessori di tendenza sembrano sbucare da armadi invisibili, mentre le note della musica più cool vi accompagneranno lungo tutto il “viaggio” sensoriale. Il gusto potrà essere appagato nell’accogliente angolo bar-ristorante, dove in un piccolo giardino interno, oltre che nella raccolta saletta, si potrà pranzare, prendere un aperitivo o gustare un tè pomeridiano. Numerosi anche gli articoli per la cura del corpo e per la cosmesi, fino ad arrivare all’area dedicata all’hairstyling, dove rifarsi il look. Comodo l’orario continuato dal lunedì alla domenica con i seguenti orari: mar/ven 10.30-19.30; sab 10.30-20.00; dom 12.00-20.00 e lun 12.00-19.30.
Sushi Ko
Marzo 11, 2009
Via degli Irpini, 8 (San Lorenzo) - Tel: 06/44340948
Chiuso: Domenica, Lunedì a pranzo
Giudizio: semaforo giallo – Prezzo medio: 30 euro
Annidato in una piccola viuzza senza uscita (per le macchine almeno), nel popoloso e studentesco quartiere di San Lorenzo, il ristorante Sushi Ko è uno degli ultimi avamposti della vera cucina giapponese nella Capitale. Ideale per una serata romantica per via del suo ambiente piccolo e raccolto, ha un arredo essenziale con pochi tavoli e alcuni posti attorno al bancone dove viene preparato il sushi. Un bel kimono di colore rosso con filamenti in oro dà una nota di eleganza e raffinatezza all’insieme. Il servizio è affidato a delle giovani cameriere che, con fare gentile e sollecito, vi accompagneranno durante la cena. Ma il vero spettacolo è il lavoro del cuoco, che con abili mani crea del buon sushi che poco concede alle mode occidentali. A dire il vero è l’intero menù ad essere piuttosto tradizionale, con la presenza di pochi piatti cucinati e diverse proposte degustazione. Abbiamo cominciato la nostra cena con una buona zuppa di miso con cubetti di tofu e alghe, per poi proseguire con vari tipi di sushi tutti ben fatti (con il riso né troppo colloso, né troppo slegato) ed esteticamente belli a vedersi. Sfiziosi i raimbows rolls, in pratica dei California rolls con diverse tipologie di pesce messe sopra (tonno, salmone, cappasanta, uova di pesce volante e pesce bianco), ricchi di sapore i maguro avocado rolls, uramaki con tonno all’interno e fettine di avocado sopra. Dimensioni un po’ piccole per le polpettine, ma fettine di pesce veramente generose nei nighiri assortiti del misto “hana”. Gustoso anche il grosso temaki (cono d’alga ripieno) con polpa di granchio, avocado e maionese e i sei pezzi di makimono (con alga esterna) ripieni di tonno. Piccola delusione con la tempura mista di gamberi e verdure, dalla pastella troppo spugnosa e dalla frittura un po’ unta. Come dessert, un goloso budino al sesamo nero, servito con azuki (fagioli rossi) e panna industriale. Lista dei vini molto ridotta, con i ricarichi non sempre in linea…qui forse è meglio puntare su altre bevande come tè, sake o birra giapponese.
Open Colonna
Marzo 11, 2009
Via Milano, 9 (Via Nazionale) - Tel: 06/47822641
Chiuso: Domenica sera e Lunedì
Giudizio: semaforo giallo – Prezzo medio: 45 euro
Che l’ottavo Re di Roma, come molti definiscono lo chef Antonello Colonna, venisse ogni tanto nella Capitale a fare le sue preziose consulenze gastronomiche, era noto a tutti. Stavolta è tornato per ”firmare” la linea culinaria del nuovo spazio food del Palazzo delle Esposizioni, recentemente ristrutturato. Open l’ambiente con le grandi vetrate che lo avvolgono che, oltre a renderlo molto luminoso, lo fanno sembrare quasi sospeso nell’aria. Arredamento minimal e di design dove prevale il bianco assoluto, macchiato ogni tanto da note di colore. Tavoli ben dimensionati, con una mise en place essenziale ed elegante, sono sparsi per la sala alla giusta distanza; rinchiusa in un box di legno chiaro e posta in fondo c’è la cucina con sopra l’open bar dove sorseggiare un drink prima e dopo cena. L’originale menù, un unico grande foglio ripiegato in maniera artistica, comprende prevalentemente piatti della tradizione romana rivisitati e alleggeriti, ma qui purtroppo siamo lontani dall’eccellenza della “casa madre” di Labico. I piatti provati sono buoni, ma non lasciano il segno. La lista dei vini (inglobata nel menù e di non facile consultazione per via dell’elenco fitto senza alcuna divisione tra bollicine, bianchi e rossi), contiene diverse presenze note dell’enologia italiana a dei ricarichi mediamente corretti. Il servizio, tutto al maschile, è gentile e abbastanza professionale, con quell’informalità che in un posto del genere è tollerata. Dopo una discreta pancetta di maialino (dalla carne un po’ duretta), farro e mele cotogne (impercettibili), presa come antipasto, passiamo a due primi piatti tipici: gustosi i ravioli di pecorino e trippa alla romana, con il ripieno di formaggio reso a crema e la trippa all’esterno; scotti gli spaghetti con ragù di tonno fresco, con la predominanza del cappero nel sugo. Buono il trancio di baccalà fritto, per nulla sapido, e saporito l’agnello (presentato in due versioni sia fritto che cotto alla griglia) al mosto cotto e fritto di carciofi. Chiudiamo con una deliziosa apple pie con gelato alla cannella. In definitiva un’esperienza non male, che diventa però deludente viste le credenziali del “Maestro”, soprattutto se sì è avuta la fortuna di provare il ristorante di Labico.
Locanda del Gusto
Marzo 11, 2009
Via Garibaldi, 79 – Trevignano Romano (RM) - Tel: 06/9999822
Chiuso: Lunedì e Martedì, Domenica sera
Giudizio: semaforo verde – Prezzo medio: 28 euro
Vi segnaliamo questo buon ristorante situato in una delle zone più belle della regione e meta di numerose gite fuori porta. Nel piccolo comune di Trevignano Romano, a pochi chilometri dalla Capitale, si trova La Locanda del Gusto affacciata sul bel lago di Bracciano. Il locale, gestito dall’esuberante e simpatico proprietario, Franco Zambelli, non è molto grande (meglio prenotare visti i 30 coperti disponibili) ed è arredato all’insegna della semplicità e della sobrietà. Nonostante la collocazione geografica farebbe pensare più ad una cucina incentrata sul pesce di acqua dolce, qui troverete solo piatti a base di pesce di mare, con alcune piccole incursioni nelle pietanze tipiche romane. Tradizione e creatività si alternano e si combinano con buoni risultati, ponendo molta attenzione alla qualità delle materie prime e all’uso di erbe aromatiche fresche. La lista dei vini è ben calibrata sulle proposte gastronomiche e offre etichette provenienti da tutte le regioni d’Italia, con dei ricarichi corretti. Dal menù, che viene scritto giorno per giorno sulla lavagnetta fatta girare fra i tavoli, abbiamo scelto come antipasto un tenero e saporito polpo arrosto e marinata aromatica e dei gustosi gamberi saltati con pane raffermo, dove i succosi crostacei erano ben valorizzati dalla componente piccante. Sempre soddisfacenti e ben preparati gli spaghetti polpo e pecorino (leggermente sbilanciati sul formaggio), riusciti i tonnarelli cicoria e rosmarino ed eccellenti i rigatoni guanciale e broccoli. Gradevole il filetto di pesce lupo con cicoria e piselli, cotto al punto giusto in modo tale da far rimanere morbida la carne; meno convincenti i bocconcini di rana pescatrice con limone e salvia, dove l’effetto “saltimbocca” ha finito per prevalere sul pesce. Tris di dolci in chiusura: al primo posto la sbrisolona con gelato alla vaniglia, a seguire il dolce al cioccolato al 70%, non molto fragrante e, infine, il millefoglie sbriciolato.





